Mancano solo 39 giorni all’Inauguration Day, data in cui il nuovo Presidente americano ed il suo Vice Presidente presteranno solenne giuramento ponendo ufficialmente le fondamenta di una nuova amministrazione statunitense.
Nonostante il contenzioso elettorale infuri proprio in queste ore all’interno delle giurisdizioni statali (tra le altre, Arizona, Wisconsin e Georgia) e sembra stia per approdare (probabilmente con dubbia fortuna) anche al vertice dell’ordinamento giudiziario federale – con la causa instaurata dall’Attorney General del Texas Ken Paxton presso la Corte Suprema degli Stati Uniti – pare opportuno soffermarsi su una figura di cui gran parte dei media già discute sin dal 4 Novembre scorso.
La figura in questione è quella dell’ex Presidente.
Al di là delle attività che i singoli occupanti dell’Oval Office svolgono a titolo personale dopo la scadenza del mandato presidenziale, è interessante approfondire lo status che pertiene all’ex capo di Stato americano successivamente al trasloco dal 1600 di Pennsylvania Avenue.
È indubbio che molti degli ultimi ex presidenti abbiano mantenuto uno stile di vita che consente loro di continuare, mantenendo un profilo più basso, il sostegno ai valori politici e civili di cui sono stati espressione durante il loro mandato.
Si pensi all’intensa attività di conferenze dell’ex Presidente Bill e della ex First Lady e poi Segretario di Stato Hillary Clinton, iniziata nel 2001 a pochi anni dall’addio traumatico di Bill alla Casa Bianca e tutt’ora in corso.
Attività senza dubbio redditizia, calcolando (fonte CNN, 06.02.2016) che la coppia incassa in media $200.000 per ogni discorso, giungendo ad accumulare ben $153 milioni nei primi quindici anni di conferenze itineranti.
Ma la famosa coppia non è l’unica che pare essersi dedicata con lungimiranza al settore strategico della comunicazione: anche l’ex Presidente Obama e sua moglie Michelle, oltre alla pubblicazione di libri subito best sellers, si sono fatti largo nell’industria dell’informazione e dell’intrattenimento.
È infatti stata recentemente (2018) annunciata, senza molti riflettori puntati sull’avvenimento, la partnership dell’ex capo di Stato democratico con il colosso dello streaming Netflix, suggellata dalla costituzione di una società di produzione denominata “Higher Grounds Productions”.
Quest’ultima ha orientato la sua attività sulla realizzazione di contenuti ispirata ai valori che più hanno caratterizzato le battaglie ideologiche del quarantaquattresimo presidente americano: antirazzismo, inclusività, uguaglianza.
La neonata casa produttrice ha già in cantiere, oltre a progetti di serie dedicate ai bambini in età prescolastica e ad un backstage del libro “Becoming” della ex First Lady, un documentario sulla vita degli studenti afroamericani, questa volta in partnership con un altro player di primo piano nel mondo della comunicazione digitale, ovvero Instagram, per mezzo di una ulteriore organizzazione facente parte della galassia Obama, la “Reach Higher”.
La stessa capillare presenza mediatica non si potrebbe certamente attribuire all’ex Presidente George W. Bush, che dall’addio alla Casa Bianca ha fatto perdere le tracce di sé, preferendo dedicarsi alla filantropia e alla pittura, conducendo una vita pressoché limitata alla sua città di residenza, Dallas.
Non sembra di poter affermare che il Presidente Trump si accontenterebbe di una uscita di scena dimessa simile a quella del suo ultimo omologo repubblicano, dato che molte insistenti voci lo vedrebbero, in caso fallissero tutti i tentativi di riesame dei recenti risultati elettorali, a capo di un nuovo network televisivo di impronta conservatrice.
L’idea ha preso sempre più corpo negli ultimi mesi, a parere di alcuni anche negli ultimi anni, quando il Presidente Trump ha manifestato costante disappunto nei confronti della rete Fox News, che pare aver abdicato al suo ruolo tradizionale di “roccaforte” televisiva del partito repubblicano, specialmente nel periodo post-elettorale.
Molti non escludono nemmeno l’ipotesi di una ricandidatura del tycoon per il 2024, anno in cui però Donald Trump avrà ben 78 anni, soglia anagrafica che già ora fa raggiungere un record non rassicurante al President Elect Joe Biden come futuro Presidente più anziano della storia.
Ma è interessante considerare, in via più generale, le attribuzioni di cui godono gli ex presidenti in quanto tali.
Innanzitutto, agli ex inquilini della Casa Bianca viene garantito un trattamento pensionistico pari a quello di un Segretario di Gabinetto, ovvero di circa $200.000 annui.
Spetta inoltre alla General Services Administration (GSA) fornire agli ex capi di stato, a partire dai sei mesi successivi alla scadenza del mandato, i fondi necessari per mantenere un ufficio e dotarlo di adeguato staff, in qualunque punto degli Stati Uniti.
Come si illustrava in precedenza, gli ex Presidenti spesso sono variamente impegnati in viaggi interstatali o intercontinentali, per proseguire nella loro attività lavorativa in senso lato politico-divulgativa.
Ebbene, anche queste spese per le trasferte sono coperte dall’erario, e raggiungono un milione di dollari di rimborsi per al massimo due membri dello staff, oltre a $500.000 per spese di viaggio e sicurezza personale della ex First Lady o nuova consorte dell’ex Presidente.
Tra gli altri benefits, si possono elencare quelli che coprono spese sanitarie, garanzia peraltro estesa a tutti gli ex impiegati federali americani.
Come si è avuto modo di osservare nel Dicembre del 2018, alla morte del Presidente George Herbert Walker Bush, tutti gli ex Presidenti hanno diritto ad un funerale di Stato con pieni onori militari in quanto Commander in Chief, tanto che ad ogni ex capo di Stato è concessa l’opzione di essere sepolto al cimitero nazionale di Arlington, privilegio riservato soltanto ai membri delle forze armate.
È inoltre noto che ai Presidenti in pensione è possibile fornire briefings riservati di sicurezza nazionale, oltre alla garanzia di una protezione vita natural durante da parte dei servizi segreti.
I costi di tale notevole benefit sono, come prevedibile, classificati.
Vita da ex : focus sugli ex Presidenti